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Nakatanidou, il più famoso negozio di mochi a Nara (Giappone)

  • Immagine del redattore: The Introvert Traveler
    The Introvert Traveler
  • 27 set 2024
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 17 feb

Cucina: mochi

Ultima visita: December 2023

Mio giudizio: 10/10

Indirizzo: 29 Hashimotocho, Nara, 630-8217, Giappone

Price: €/€€€€€



Nakatanidou è una meta imperdibile a Nara, in Giappone, rinomata per il suo mochi fresco, una tradizionale torta di riso giapponese.

Questo piccolo negozio, situato vicino al parco di Nara, offre un'esperienza deliziosa e coinvolgente sia per la gente del posto che per i turisti. Ciò che rende Nakatanidou davvero speciale non è solo la qualità del suo mochi, ma anche l'affascinante dimostrazione di come si pesta il mochi che si svolge proprio di fronte al negozio.

Il locale è facile da identificare: è quello avvolto da una piccola bolgia intenta a scattare foto con il cellulare, mentre una zelante dipendente la comprime per evitare che qualche avventore venga investito e trasmutato lui stesso in mochi prima di avere consumato.


Il processo di preparazione del mochi, chiamato "mochitsuki", prevede la pestatura del riso glutinoso cotto a vapore fino a ottenere un impasto liscio e appiccicoso. A Nakatanidou, questa tradizione secolare si trasforma in una performance quasi teatrale. Utilizzando grandi mazze di legno, il personale lavora in perfetta sincronia per pestare l'impasto di riso in rapida successione, con un'abilità e una velocità sorprendenti. Questa esibizione attira folle che sono affascinate dal coordinamento preciso e dallo sforzo che si impiega per preparare ogni pezzo di mochi. Ciò che è ancora più impressionante è che Nakatanidou detiene un Guinness World Record per la velocità con cui pesta i mochi.



Oltre alla performance, il mochi in sé è una delizia culinaria. Nakatanidou è particolarmente famosa per il suo yomogi mochi, una variante aromatizzata con artemisia giapponese, che conferisce al dolcetto un delicato sapore terroso ed erbaceo. All'interno, il mochi è ripieno di pasta di fagioli rossi liscia e dolce (anko), che fornisce un perfetto equilibrio tra lo strato esterno gommoso e il ripieno cremoso. La freschezza del mochi è ineguagliabile: viene preparato in piccole quantità durante il giorno, assicurando ai clienti uno spuntino morbido, caldo e incredibilmente saporito.

La consistenza del mochi è uno dei punti salienti di questa esperienza. Il mochi di Nakatanidou è soffice e soffice, ma anche piacevolmente elastico, il che lo rende una delizia da mordere. La pasta di fagioli rossi, spesso un elemento base di molti dolci giapponesi, non è eccessivamente dolce, consentendo ai sapori naturali sia del mochi che del ripieno di emergere. In combinazione con la leggera amarezza dello yomogi, questo crea un profilo aromatico complesso ma confortante.

Mangiare il mochi fresco, appena fatto, è un'esperienza straordinaria per un appassionato di cucina; i mochi di Nakatanidou non cadono nel tranello di eccedere con gli zuccheri e da Nakatanidou eccellono nella virtù, tutta giapponese, di trovare l'equilibrio perfetto tra dolce e salato; la texture del mochi appena prodotto, in bocca, è suadente: è morbido senza essere gommoso, filante, deliquescente. Anche la temperatura è particolare: il mochi non viene cotto, ma anche in una fredda giornata invernale è vagamente tiepido (presumo sia dovuto alle sollecitazioni ricevute dalla pasta durante la lavorazione, non inferiori a quelle subite da un uomo durante un'intera domenica trascorsa all'Ikea con la propria compagna), il che contribuisce all'esperienza sensoriale, rendendo ancor più indispensabile il consumo sul posto.


In termini di atmosfera, Nakatanidou è di per sé un negozio modesto e senza fronzoli, incentrato esclusivamente sul processo di produzione del mochi e sul prodotto. Ci sono posti a sedere limitati, ma molti visitatori preferiscono gustare il loro mochi in piedi all'aperto, assaporando la delizia mentre si godono l'atmosfera vivace della zona. Il negozio è situato in una posizione comoda vicino al Parco di Nara, dove i visitatori possono dare da mangiare ai simpatici cervi ed esplorare i templi circostanti, rendendo Nakatanidou una tappa perfetta durante una giornata di visite turistiche.

I prezzi da Nakatanidou sono incredibilmente ragionevoli, soprattutto considerando la qualità e l'esperienza. Per poche centinaia di yen, puoi gustare un mochi fresco che è di gran lunga superiore a quello che potresti trovare altrove in Giappone.

Nel complesso, Nakatanidou offre più di un semplice spuntino: offre un'esperienza culturale autentica e memorabile. Che tu sia un fan dei dolci giapponesi o semplicemente curioso delle pratiche tradizionali di produzione alimentare, una visita a Nakatanidou dovrebbe essere in cima alla tua lista quando sei a Nara. La combinazione di performance, tradizione e gusto lo rende un momento clou di ogni viaggio in questa città storica.



Oltre lo street food: i mochi e il mondo dei wagashi

I mochi non sono semplicemente uno snack da strada o una curiosità culinaria da consumare facendo la fila con lo smartphone in mano. Appartengono al mondo ben più ampio e complesso dei wagashi, i dolci tradizionali giapponesi, la cui funzione storica è stata soprattutto estetica, simbolica e stagionale, più che puramente alimentare. I wagashi si sono sviluppati in stretto dialogo con la cerimonia del tè, dove la dolcezza è deliberatamente contenuta e la consistenza conta quanto il sapore, preparando il palato all’amarezza del matcha. I mochi, ottenuti da riso glutinoso pestato fino a diventare una massa densa ed elastica, rappresentano uno dei fondamenti più antichi di questa tradizione, profondamente legata ai cicli agricoli, alle offerte rituali e alle celebrazioni del Capodanno. Ciò che distingue i wagashi dalla pasticceria occidentale non è il virtuosismo tecnico né l’eccesso, ma un minimalismo disciplinato: pochi ingredienti, gesti precisi, ed ogni elemento — forma, colore, morbidezza — è pensato per evocare una stagione, una pianta o un attimo fugace della natura. In questo contesto, lo spettacolo di Nakatanidō, spesso ridotto dai visitatori a una forma di intrattenimento culinario, può essere letto invece come la sopravvivenza di un gesto fisico, quasi rituale. Il ritmo violento del pestare il riso non è una performance per turisti, ma la traccia visibile di una tradizione in cui cibo, tempo e lavoro manuale restano inseparabili.


Se ti interessa il mondo dei wagashi al di là delle sue rappresentazioni più superficiali o turistiche, i libri che seguono offrono un’introduzione solida e ben documentata. Affrontano i dolci giapponesi non come semplici curiosità, ma come oggetti culturali plasmati da ritualità, stagionalità e misura.


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