Lo zaino del turista e il peso corretto: istruzioni per rovinarsi la giornata (e la schiena)
- The Introvert Traveler
- 3 gen
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C’è un momento, durante ogni viaggio, in cui lo zaino smette di essere un alleato e diventa un nemico. Non succede subito. Succede dopo qualche ora. Quando la spalla destra inizia a protestare, quando il passo si accorcia senza che tu te ne accorga, quando ti sorprendi a pensare più spesso allo zaino che a quello che stai guardando.
E a quel punto è tardi.
Molti cercano risposte online e trovano la solita formula: “lo zaino non deve superare il 10–15% del peso corporeo”. Una regola apparentemente razionale, ma che nella vita reale funziona poco. Perché il corpo umano non è una tabella Excel.
Il problema è evidente se ci si pensa un attimo. Una persona sovrappeso, magari sedentaria, dovrebbe teoricamente portare uno zaino più pesante di una persona più leggera e allenata. Ma chiunque abbia camminato tutto il giorno su asfalto, pietra o pavé sa che la schiena non ragiona per percentuali. Ragiona per fatica, stress e durata.
Nel turismo urbano – quello fatto di musei, quartieri storici, deviazioni improvvise e chilometri “in più” che non avevi previsto – il peso dello zaino si somma a tutto il resto: caldo, scarpe non perfette, pause irregolari. E il corpo presenta il conto.
Per questo ha più senso dimenticare le percentuali e ragionare in modo più semplice e concreto: quanto peso riesco a portare senza pensarci? Per la maggior parte delle persone, la risposta sta tra i 5 e i 6 kg.
Non è molto, e proprio per questo funziona. Uno zaino in quella fascia:
non altera la postura;
non costringe a compensazioni;
non diventa il protagonista involontario della giornata.
Superata quella soglia, lo zaino inizia a farsi sentire. A 7–8 kg lo tolleri. A 9–10 kg lo subisci. E quando inizi a subire qualcosa in viaggio, qualcosa si è rotto.
Per avere un riferimento: il mio zaino fotografico Lowepro Flipside 400 AW, con una Nikon Z5, un obiettivo Nikon Z 24-200, qualche batteria di ricambio, un powerbank e qualche cavetto, già supera il peso di 5kg, senza nemmeno includere una bottiglietta d'acqua. E si tratta della dotazione minima con cui io viaggio. Ogni accessorio in eccesso, anche banale, diventa peso in più rispetto a ciò che è raccomandabile per la mia schiena e per il mio benessere durante una giornata passata a camminare in giro per una città.
C’è poi un altro dettaglio che fa una grande differenza: come è distribuito il peso. Uno zaino ben aderente alla schiena, compatto, con il carico vicino al corpo, sembra sempre più leggero di quanto dica la bilancia. Al contrario, uno zaino sbilanciato, che tira all’indietro o grava tutto sulle spalle, stanca anche quando è relativamente leggero.
Ma il punto centrale resta uno: viaggiare leggeri non è una moda minimalista, è una forma di rispetto per il proprio corpo. Ogni oggetto nello zaino dovrebbe guadagnarsi il diritto di esserci. Se non serve davvero oggi, probabilmente può aspettare in hotel.
Uno zaino leggero rende il passo più naturale, lo sguardo più attento e la mente più libera. E alla fine, quando torni a casa, ti ricorderai dei luoghi, non del mal di schiena.
Ed è esattamente così che dovrebbe andare.
La conclusione, se vogliamo semplificare, è questa: per viaggiare bene, meno è davvero meglio. Ogni oggetto che entra nello zaino dovrebbe superare una domanda molto semplice: mi servirà davvero oggi? Se la risposta è “forse”, probabilmente può restare in albergo.




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